Immerso nelle fragorose acque

Il ponte si trova appena sopra il Torrente San Bernardino ed è costituito da un solo arco in pietra (anche se in origine era legno). E' stato costruito nella parte più stretta della valle sul confine tra il territorio di Cossogno e quello di Rovegro. L'anno si costruzione (riportato su di un sasso murato nel ponte) è 1773. 
Il nome "romano" venne dato al ponte nel 1800 da qualche visitatore che rimase affascinato dalla costruzione e che credeva risalire all'epoca romana. L'ambiente che circonda il ponte romano si trova nel territorio della Val Grande, e come tale è incontaminato. Il ponte è costruito sopra un orrido chiamato il paradiso dei cani. 
Il torrente sottostante, il san Bernardino, ebbe una rilevanza storica ed economica importante durante il "grande disboscamento" della val grande: il legname veniva scaricato dalla val Pogallo e tramite "flottazione" arrivava a destinazione.

Questa zona della Val Grande ebbe una grande rilevanza nella storia della valle stessa per due grandi motivi, il grande disboscamento, a fini economici, del secolo scorso e l'eccidio di partigiani avvenuto nel 1944. Il grande sviluppo economico del Pogallo avvenne per opera dell'imprenditore svizzero Sutermeister, che trasformò un semplice alpeggio in una comunità che arrivò a contare centinaia di persone, il tutto curando le esigenze delle persone oltre che quelle della propria ditta. L'imprenditore ristrutturò le baite per gli operai della ditta e fece costruire un grande casseggiato all'ingresso del villaggio, che tuttora resiste a memoria di quel periodo; riuscì a portare anche l'illuminazione elettrica. Il Pogallo allora poteva contare su di una farmacia, un'osteria, uno spaccio, un asilo, una scuola elementare, un'officina da fabbro, varie stalle ed una postazione fissa per due carabinieri. Il Sutermeister anticipò coperture assicurative per gli infortuni degli operai, che all'epoca erano all'ordine del giorno. La grande intelligenza di questa persone, che ereditò all'età di 22 anni tutte le proprietà italiane dello zio, si espresse anche nella trasformazione del trasporto dei tronchi a valle, sostituendo il sistema a flutuazione con una teleferica lunga 10 km, chiamata fil a sbalz. Ora di tutto questo rimane poco, ma i segni di questo grande sviluppo del Pogallo sono ancora visibili.
Nei giorni di grande pioggia è possibile contare sino oltre una decina di piccole cascate che dal versante destro (sinistro del torrente) della montagna scendono nel corso d'acqua sottostante.




Fabio Casalini

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