venerdì 1 novembre 2013

Dall'antica Tiferno a Città di Castello

Gita all'insegna delle scoperte a posteriori! Ci siamo concessi una passeggiata tranquilla, seguendo una guida non troppo dettagliata, all'insegna del "lasciarsi incuriosire dagli occhi". Guardando le foto a casa abbiamo poi indagato sui protagonisti degli scatti ed ora siamo pronti a tornare con nuove indicazioni, per apprezzarla ancora di più! Mi piace tornare nei luoghi almeno due volte, sia perchè ho una pessima memoria che per godere di due atteggiamenti diversi: la visita culturale, attenta alle indicazioni e la passeggiata rilassante e istintiva. Come commentavo di recente girare senza guida e mappa e girare con guida e mappa sono due fasi diverse ma entrambe da fare! 
Alcune cose non le sapremmo/capiremmo senza informarci, altre non le scopriremmo senza curiosare liberamente. 
Ma torniamo all'antica Tiferno, oggi Città di Castello (più giù vi racconterò del cambio di denominazione...). Con tale nome ci si aspetterebbe il più tipico esempio di città medioevale. Invece no, non è arroccata su una collina, non svettano massicci torrioni di guardia e via dicendo. 
Qualche umbro mi ha detto "è brutta, tutta piatta!". Ma non è male, per un giorno, non fare solo salite e discese e far incontrare agli occhi qualcosa di diverso dal tipico. Già stufa alla seconda tappa? Nemmeno per idea! Ma per me è stata la quinta vacanza da quelle parti e quindi, nonostante continui a preferire i borghi più tipici, scoprire qualcosa di diverso è stato interessante. 
Buona passeggiata virtuale e ricordate che potete ingrandire le immagini cliccandovi sopra! 
Una delle prime cose che hanno attirato il mio sguardo è stata la TIPOGRAFIA GRIFANI DONATI, che ha sede al piano superiore del mercato coperto. È attiva dal 1799 e vi è allestito anche il MUSEO DELLE ARTI GRAFICHE, dove sono conservate macchine da stampa di varie epoche, ancora in funzione! Cose che ho scoperto a casa, curiosando mentre riguardavo le foto: al momento avevo notato la vecchia insegna ma nessun cartello che indicasse un museo. Peccato ma... Uno dei motivi per tornare! Un'altra scoperta tardiva riguarda il PALAZZO PODESTÀ: perchè sulla facciata ci sono tre quadranti? Orologio delle ore... Orologio dei minuti e... Il quadrante della Rosa dei Venti! Particolare, no? Più in là, sempre guardando in alto, noto archi e palazzi ricchi di belle decorazioni, anche se un po' sbiadite. Tornando con lo sguardo ad altezza uomo vengo attirata da un portone e scopro l'atrio del PALAZZO COMUNALE. Ingresso cupo, misterioso, con uno scalone, possenti pilastri ottagonali, ampie volte e la porta che vedete nel collage. Il resto è molto affascinante ma la porticina laterale, circondata da stemmi e da un'insegna (o chissà cos'altro) quasi completamente smangiati è quello che mi ha più incuriosita. Dev'essere uno di quei dettagli meno noti ed appariscenti che i più decidono di trascurare perchè non trovo nulla che parli di lei! Magari prima della prossima visita scoverò qualcosa... 
Ci dirigiamo verso la cattedrale ma avevamo già incontrato poco prima il suo inusuale CAMPANILE CILINDRICO deviando dal corso principale: perchè seguire il classico itinerario invece che puntare dritti verso vicoli che portano a quel che ci ha incuriositi da lontano? Hehehe... Poi arriviamo nella Piazza Gabriotti. La facciata della CATTEDRALE DI SAN FLORIDO è incompiuta ma il portale del lato nord è davvero interessante e la sua imponenza non attira senza motivo: l'interno è davvero affascinante, i cassettoni del soffitto e la cupola dipinta splendono! Ed ecco l'ennesimo motivo per tornare, perchè distratti dlle decorazioni dobbiamo esserci persi il cartello che indicava la discesa ad una chiesa inferiore! Starete iniziando a pensare che siamo veramente tonti... No, semplicemente a zonzo in totele relax! Nella chiesa inferiore si trova il sarcofago con le reliquie di San Florido, al quale questa città deve il nome e a questo punto è giunto il momento della spiegazione che vi avevo promesso... SAN FLORIDO E TIFERNO Florido nacque a Tiferno nel 520, dove si avviò al sacerdozio e venne consacrato Diacono. Fuggì dalla città natale verso Perugia a causa dell'attacco dei Goti e vi tornò dopo che Totila mise a ferro e fuoco Perugia. Trovò la sua città completamente distrutta e insieme ai cittadini sopravvissuti e ai fuggitivi delle città vicine ne iniziò la ricostruzione. Vennero utilizzati i materali delle mura e delle case demolite e i resti di due castelli prossimi alla città, comprendendo la loro area nel nuovo perimetro. Per questo Tiferno cambiò più tardi il nome in Città dei Castelli, poi Città di Castello. Venne anche ricostruita a forma di castello, per renderne più facile la difesa. 
Se v'interessa potete trovare un documento più approfondito sulla vita di San Florido a questo indirizzo http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/cci_new/PagineDiocesi/AllegatiTools/57/Florido.doc dal quale ho estratto le informazioni di questo paragrafo. 
Usciamo dalla cattedrale e continuiamo ad andare a zonzo... La prima immagine del collage qua a fianco è l'ingresso del MONASTERO DELLE CLARISSE MURATE. Non so, passando lì davanti ha attirato la mia attenzione e ho voluto immortalare questo cancello semiaperto, mi sembrava accogliente... Che il mio compagno debba iniziare a preoccuparsi? Cambiamo argomento hahahaha...! L'AFFRESCO della terza immagine si trova in via Sant'Andrea e probabilmente raffigura San Giacomo il Maggiore, a cui è dedicato il rione. Il resto... Nulla di preciso, almeno per quel che ne so: semplicemente scorci e dettagli che mi hanno incuriosita mentre camminavo tra le varie tappe indicate dalla guida! Sì, ogni tanto davamo un'occhiata, giusto per non perderci del tutto... 
Arriviamo alla chiesa di SANTA MARIA MAGGIORE che cromaticamente ho trovato particolarmente piacevole. Particolare la presenza sia di frammentari affreschi della fine del ‘400 che di realizzazioni moderne di artisti tifernati. A Città di Castello c'è l'Associazione Amici del Presepe e da diversi anni viene organizzata la Mostra Internazionale dell'Arte Presepiale. Immagino derivino da questa manifestazione i piccoli presepi che abbiamo trovato nelle nicchie di questa chiesa! 
Già da lontano si notano le decorazioni sulla facciata del PALAZZO VITELLI ALLA CANNONIERA (foto di sinistra). Prende il nome da un'antica fonderia o deposito di cannoni che sorgeva nelle vicinanze. È sede della Pinacoteca Comunale. Le decorazioni non sono i classici affreschi, sono realizzate a graffito, su disegno del Vasari e questa elegante facciata dà su un giardino che nel XVI secolo era famoso per le sue piante esotiche. Peccato che per vederlo con quelle piante non basti tornare lì, bisognerebbe tornare anche indietro nel tempo! Ho notato la PALAZZINA VITELLI con la sua LOGGIA GHERARDIANA (foto di destra) mentre tornavo alla macchina. Ero in lontananza, al di là di quel che resta delle mura cittadine. Ma non mi è sfuggita la loggia affrescata (da Cristofano Gherardi) e uno zoom mi ha confermato che è splendidamente dipinta! Al momento credo non sia visitabile ma spero lo sarà al mio ritorno perchè quegli affreschi devono essere meravigliosi! Prima di concludere questo post vi do un'indicazione che alcuni amici troveranno mooolto interessante! Ci siamo fermati a mangiare piuttosto casualmente e seduti ai tavoli esterni sbirciavamo all'interno. Abbiamo notato sulle pareti delle bellissime tavole, scoprendo della passione per i fumetti di Fez, uno dei gestori, da cui è nata la locale Associazione Amici del Fumetto (Tiferno Comics). Ogni anno organizzano una notevole manifestazione, ricca di eventi e grandi nomi. Se il settore vi interessa andate subito a curiosate il sito http://www.tifernocomics.com/ e iniziate ad organizzare una gita per il prossimo anno!

Articolo di Anna Bernasconi by annabernasconi.blogspot.com

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