domenica 13 ottobre 2013

Nella natura tornata selvaggia!


Son partito da casa per cercare un mulino abbandonato in Valle Intrasca.
Ho trovato un mondo dimenticato.
Mondo di confine.
Confine tra due valli, la valle Intrasca e la Val Grande e confine tra mondi.
Mondo che noi chiamiamo civilizzato da una parte e mondo che ritorna alle origini.
La natura ritorna sovrana.
Si riprende i suoi spazi.


Cancella ponti che una volta servivano agli uomini per attraversare gole. 
Ponti che venivano sfruttati per portare la il grano da macinare al "vecchio mulino" e venivano attraversati di ritorno con l'operato delle macine.
Questi ponti oggi sono inagibili. Non per imperizia dell'uomo ma per "rivolta" della natura.
Si riprende i suoi spazi.
Al visitatore occorre molta attenzione. Per passare la gola deve scendere sul greto del fiume sfruttando la gravità e risalirvi sfruttando le braccia.
Appena al di là della prima gola si aprono momenti di ritorno ai primordi.




Acqua.
Acqua che scorre veloce e sbatte sulle rocce.
Acqua che scivola in gole e fossi che fatichi a seguire.
Ti fermi. Seduto, accarezzi quel gelido fluido che scorre. 
La macchina fotografica non riesce a spiegare quello che l'occhio vede.
Le ombre sono predominanti a causa della primavera che tarda ad arrivare in questo angolo di mondo.
Ti rialzi ed abbandoni le piccole gole in cerca di una novella Atlantide.


Al posto della città perduta trovi una cascata non riportata dalle mappe, di cui nessuno aveva mai parlato. Lo sbalzo è notevole. Mi allontano per guardarla da lontano e riprenderla con la macchina fotografica.
Le foto sono banali, devo pensare come fare a riportare al mondo questo angolo di natura. Chiedo al mio "compagno" di inginocchiarsi, mi guarda ridendo, è da anni che escursioniamo insieme ha già capito. Sfrutto la schiena per allungare i tempi di scatto.


I risultati non sono male.
L'effetto seta riesce bene, ma non rende del mondo cui stiamo assistendo.
Non vorremmo andarcene la cascata entusiasma i nostri cuori.
Ma oltre cosa ci attende?
non lo sappiamo, intanto la cascata da lontano è meravigliosa. Non posso non sfruttare la schiena dell'amico per ripetere l'esercizio precedente.



Nel nostro camminare senza meta troviamo luoghi di assoluto distacco dalla quotidianità.
Scendiamo in luoghi bui dove la luce penetra appena. Cerco in tutti i modi la luce per scattare delle fotografie. I risultati non sono pari alle visioni naturali cui la fortuna ci ha permesso di assistere.
L'acqua crea effetti magici.
Noi inseguiamo l'idea che possa essere per noi.....


Fabio Casalini.

2 commenti:

  1. Non c'è problema se "l'effetto seta riesce bene, ma non rende del mondo cui stiamo assistendo". Qualunque spettacolo, vissuto, è comunque un'altra cosa. Se vivendolo non si ha qualcosa in più rispetto alle foto viste, vuol dire che lo spettacolo non vale quel che sembrava o che non è uno spettacolo adatto a noi. Fotografie e parole basta che incuriosiscano e ti assicuro che questo post affascina alla grande!

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  2. Non posso aggiungere nulla al tuo commento Anna! Se non ringraziarti per le tue parole, come sempre.

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