domenica 20 ottobre 2013

Mantova, all'improvviso tornano i ricordi.

Mantova è un ricordo che stava scomparendo nella mia memoria.
Come sempre qualcosa o qualcuno riesce a riportarli in vita.
Ma come facevo a dimenticare la monumentale piazza Sordello? 
Il Duomo e la sua architettura romanica ad inserti gotici l'abbelliscono.
Il suo strano campanile stride con la facciata.
Palazzo Ducale, forse meglio città-palazzo, superato solo dal Vaticano come estensione dei tetti dell'intero complesso, è scrigno di tesori.
Il dovere è quello di entrare, sapete cosa vi troverete? La camera degli sposi, affrescata dal Mantegna e dedicata a Ludovico Gonzaga, signore della città. Non potete non entrare. Rimarrete stupiti da come la mano dell'uomo poteva creare tali opere!
Usciti di nuovo a respirare l'atmosfera della città vi incontrerete con la Basilica di Sant'Andrea.

In questo luogo il religioso si confonde con il mistico.
Nella cripta è custodita la reliquia del "Preziosissimo Sangue di Cristo", portato in questo luogo dal centurione romano Longino.
In una delle cappelle troverete il monumento funebre del Mantegna.
La vita sfugge.
Eccoci in Piazza delle erbe.
Il colpo d'occhio è di quelli che ti permettono di ringraziare di esserti alzato la mattina.
Da Palazzo del Podestà sino alla Rotonda di San Lorenzo, passando per Palazzo della Ragione con la magnifica torre dell'Orologio, tutto racconta la storia di Mantova.
Signorile.
Medievale.
Rinascimentale.
Lasciatevi catturare dalla visione dal basso verso l'alto, prima con la torre dell'Orologio e dopo con la torre del Palazzo del Podestà.
Ne vale la pena.
Se poi le nuvole fanno da palcoscenico a questa visione, sarete soddisfatti!
E' ora.
Si comincia a girare senza cartina e mappa, alla ricerca di quegli angoli che non sempre vengono ricordati nelle legende dei grandi "viaggiatori". Sono quelli veri. Quelli che permettono di comprendere la reale vita di un luogo e del suo popolo.


Grazie a Yuri Minghini per le splendide fotografie della città.

Fabio Casalini.
Portfolio personale ed inedito di Yuri Minghini.

4 commenti:

  1. Girare senza guida (volevi scrivere guida al posto di cartina vero? hihihih...) e mappa e girare con guida e mappa sono due fasi diverse ma entrambre da fare! Alcune cose non le sapresti/capiresti mai senza informarti, altre non le scopriresti mai senza curiosare liberamente.
    Un altro bel post, bravi Fabio e Yuri!

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    1. Anna, hai ragione...le mappe le ho sempre in testa per quando vado in montagna. Sulle guide esistono le due teorie. Sarebbe bello non averne bisogno, alcune volte meno male che ci sono. Ciao, grazie per i complimenti, sai quanto sono graditi e quanto sono contraccambiati.

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