Il Pantheon di Roma, il Tempio di tutti gli Dei

« Questo maraviglioso tempio, secondo il sentimento comune, [...] si disse Pantheon, perché era dedicato a tutti li Dei immaginati da' Gentili. Nella parte superiore [...] erano collocate le statue delli Dei celesti, e nel basso i terrestri, stando in mezzo quella di Cibele; è nella parte di sotto, che ora è coperta dal pavimento, erano distribuite le statue delli dei penati. [...] Bonifazio IV. per cancellare quelle scioccherie, e sozze superstizioni, l'an. 607. purgatolo d'ogni falsità gentilesca, consagrollo al vero Iddio in onore della ss. Vergine, e di tutti i santi Martiri; perciò fece trasportare da varj cimiteri 18. carri di ossa di ss. Martiri, e fecele collocare sotto l'altare maggiore; onde fu detto s. Maria ad Martyres »

(Giuseppe Vasi, Itinerario istruttivo per ritrovare le antiche e moderne magnificenze di Roma, 1763)
« Il più bel resto dell'antichità romana è senza dubbio il Pantheon. Questo tempio ha così poco sofferto, che ci appare come dovettero vederlo alla loro epoca i Romani » 

(Stendhal, Passeggiate romane)
Vi sono molte leggende legate al Pantheon. La più famosa è quella per cui secondo  una tradizione popolare romana il fossato poco profondo che circonda l’edificio del Pantheon non è stato scavato da mano umana. Si narra infatti che un giorno il diavolo attendeva il pegno del mago Pietro Bailardo per i suoi servigi. Quest’ultimo una volta uscito dal Pantheon pagò il diavolo con sole quattro noci e poi si rifugiò nella chiesa. Sicché il diavolo, arrabbiato per l'oltraggio subìto sprofondò tra le fiamme nelle viscere della Terra creando il solco denominato appunto "fossato del diavolo".

Si dice che nell’antichità la pioggia non riusciva ad entrare nell’edificio a causa del calore e dei fumi delle candele che illuminavano l’interno. La cosa non può essere comprovata da fonti certe e dunque rimane una leggenda. Nel Pantheon nei giorni piovosi ancora oggi entra abbondante acqua, motivo per il quale il pavimento è stato concepito con 22 forature per permettere alla pioggia di filtrare.

Un'altra leggenda è quella che riguarda la cupola del Pantheon. 
Costruita in calcestruzzo è al momento della costruzione la più larga mai costruita in muratura. Essa fu opera della ricostruzione che nel 128 d.C. subì l’edificio sotto il governo dell’imperatore Adriano. Fino al completamento della Cupola del Brunelleschi (1436) la cupola del Pantheon rimase la più grande mai costruita. 
La cupola era la più grande mai costruita e secondo il comune pensare non poteva essere stata costruita da mano umano, per cui si pensò all'intervento del maligno. Tale sentimento fece si che per molti secoli la cupola venne identificata come la "cupola del diavolo".


Fabio Casalini

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