giovedì 24 ottobre 2013

Calpestando la neve salendo nella Valle di Bognanco

Per arrivare in val Bognanco bisogna prendere autostrada Gravellona - Sempione ed uscire a Domodossola e seguire indicazioni per Bognanco.  
Si parte da San Bernardo (1628m) se la strada è libera da neve oppure si montano le catene, altrimenti tocca lasciare l'autovettura qualche kilometro sotto e cominciare la salita sulla strada asfaltata.
Giunti a San Bernardo vi sono due diversi itinerari che conducono al passo del Monscera. Per salire prendiamo quello di destra; dopo pochi metri si entra in un bosco che con la neve assume i connotati delle fiabe. 
Quando ti fermi a guardare la neve che dolcemente scivola dai rami spogli, pensi che le favole abbiano un senso, un esistere che si rincorre nei secoli.
La neve lentamente cade sulle nostre fronti riportata dal vento ed illuminata dal sole!
Dopo qualche minuto di salita si incontra il ponte sul torrente Rasiga, dove la neve depositata sui sassi del torrente e sugli alberi intorno crea effetti molto suggestivi.
Il bianco candore sembra coprire tutta la natura come fosse panna!

In pochi minuti si è in prossimità dell'alpe Arza, dove da poco è stato ristrutturato un rifugio. Dopo una breve sosta si riparte seguendo il percorso a sinistra del rifugio stesso e si giunge alla fine del bosco e di fronte si apre lo scenario del Pizzo Pioltone completamente innevato ( per noi spazzato dal vento).

Giunti all'alpe Monscera si può proseguire per il passo del Monscera, oppure prendendo a sinistra si scende al rifugio Gattascosa (1993m). Appena fuori dal rifugio sono presenti molte pile di legna accatastate in modo particolare, d'inverno ricoperte di neve danno un senso fiabeso a tutto il panorama circostante. Dopo una sosta al rifugio si chiude il circuito ad anello scendendo dal rifugio, finacheggiando il lago di Ragozza, sino alla località San Bernardo.



Fabio Casalini

2 commenti:

  1. Ciao Fabio, parole bellissime che accompagnano la poesia di queste immagini meravigliose. L'inverno in Ossola è da fiaba. In ogni luogo. Tu lo rendi eterno con parole delicate che sembrano danzare spinte dal vento del Pioltone. Grazie per le foto magnifiche. Rosella

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    1. Grazie Rosella!
      L'Ossola - le sue montagne in particolar modo - è una favola terrena.
      Da raccontare.
      Da vivere.
      Per fortuna ci viviamo!
      Fabio

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