La Reggia di Caserta: l'ultima grande realizzazione del barocco italiano

Era il 20 gennaio del 1752.
Compleanno di Carlo di Borbone.
Quel giorno era in visita al sito che aveva da poco comprato.
Quattro file di allineati soldati segnavano il perimetro della Reggia che il Vanvitelli si apprestava a costruire. 
Il luogo prese nome e ruolo dal borgo medievale ora conosciuto come Casertavecchia.
Il momento in cui fu posta la prima pietra, sotto lo sguardo attendo di cavalieri e dragoni del Re, è immortalato per sempre nell'affresco che campeggia nella sala del trono nel Palazzo.
Pochi anni dopo Carlo di Borbone si spostò in Spagna e molti si succedettero al suo trono cercando di concludere l'opera immaginata dal sovrano. 
Nel 1759 Vanvitelli morì e venne sostituito dal figlio, architetto ma dotato di minor genio rispetto al padre.
La visita al Palazzo la lascio alla vostra curiosità!
Mi concentrerò sul Parco. Nato come naturale complemento del Palazzo Reale si estende alle spalle dello stesso per circa 3 km. 
Come sarà possibile notare, anche per il parco il Vanvitelli si ispirò alla Reggia di Versailles. 
Il Viale lascia nascoste dapprima la Castelluccia, adibito allo svago dei principi e dei loro ospiti, poi la Grande Peschiera, al cui centro potrete ammirare una piccola isoletta boscosa, ed infine la fontana Margherita, oltre la quale il ponte di Ercole immette nella parte più scenografica del parco.
La Peschiera Superiore, lunga quasi 500 metri, viene alimentata dalla cascata dei Delfini.
La fontana rappresenta un mostro marino con la testa ed il corpo di un delfino.
La cascata è seguita da un prato, sotto il quale scorre l'acqua verso la cascata, chiuso sul fondo dalla fontana di Eolo. Questa scultura rappresenta il dio Eolo che spinge i venti contro Enea ed i troiani tutti. 
Proseguendo oltre troveremo la fontana di Cerere.
Questa scultura forma 7 cascate ed è abbellita da delfini, tritoni, statue dei fiumi Oreto e Simeto e dalle Nereidi.
L'opera è completata da una statua di Cerere, da cui deriva il nome del complesso scultoreo.
Proseguendo in direzione della grande cascata posta sul fondo del Viale, troverete la fontana di Venere ed Adone.
Eccoci giunti alla fine del parco!
Qui troneggia la grande cascata, dove la mole d'acqua precipita verso il gruppo scultoreo indicato come fontana di Diana ed Atteone.
Alla destra della grande cascata vi è l'ingresso del Giardino all'Inglese.
Da non perdere assolutamente.
Luogo di calma e tranquillità. 
Potrete ritrovare serenità fissando le ninfee all'interno del laghetto!
Il giardino fu voluto dalla regina Maria Carolina d'Asburgo, moglie di Ferdinando IV.
Il giardino "di paesaggio" viene definito "all'inglese" per sottolineare spazi il più possibile fedeli alla natura.
Un luogo incantevole e da gustare poco alla volta!


Fabio Casalini

Commenti

  1. Meravigliosa mi dicono che è tutto un monumento. Stupenda! I miei genitori l'hanno vista in uno dei loro viaggi. Buona giornata a tutti

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    1. Buona giornata, è un luogo spettacolare e attraente in ogni sua parte.
      Fabio

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