domenica 15 settembre 2013

In vetta al Limidario, malgrado la pioggia!

Per questa escursione ci si deve portare al confine dopo Cannobio (provincia di Verbania), lo si oltrepassa e si prosegue per Brissago dove si seguono le indicazioni per Incella e Corte di Mezzo. Si sale abbastanza facilmente sino a corte di Mezzo; oltrepassato il paesino la strada si stringe notevolmente sino ad arrivare a Mercugno dove si lascia l'auto in un parcheggio a quota 1030m circa.
Vi è anche un'alternativa a questa salita: si lascia l'auto al parcheggio dei Monti di Corteccio (dove si arriva salendo da Brissago), si imbocca subito il sentiero che attraversa un nucleo di case. Si sale nel bosco fino ad un bivio dove vi è indicazione di due diversi itinerari, uno facile ed uno che sale in "diretta" alla capanna. Il sentiero normale sale a risvolti passando per il Vantarone e poi per l'alpe Voieè. Dopo poco tempo si arriva all'Alpe Arolgia ed in pochi minuti si è alla capanna. Il panorama, come sopra descritto, è veramente stupendo e lascia senza fiato. 
Il sentiero parte subito sulla destra del parcheggio; si addentra inizialmente in un bosco di faggi secolari sino a quota 1700m circa dove si esce allo scoperto e si intravede la croce del rifugio al Legn. In poco più di 1h e 15 minuti il sentiero permette di "mangiare" circa 700m di dislivello. Una sosta alla capanna al Legn è d'obbligo in quanto si tratta di un'incredibile balcone sul Lago Maggiore e sulle vette che lo circondano (anche se per noi il cielo è stato per buona parte coperto dalle nubi).
Eccoci arrivati! Piove anche questa volta! maledetta pioggia. Il Limidario per la seconda volta resterà inviolato dalla mia macchina fotografica....Il mio compagno mi guarda e capisce che la voglia di salire è tanta. Cosa facciamo? di acqua ne abbiamo presa tanta, ovunque e dovunque! Allora via anche se la croce di vetta non la si vede. Siamo equipaggiati bene, come sempre! Ci proviamo



Dopo una pausa si riprende in direzione della bocchetta di Valle a quota 1948 circa. A questo punto si presentano due soluzioni: a sinistra si sale sulla cresta di alcune vette che portano al Monte Limidario; a destra (quella che scegliamo per l'ascesa) si rimane sotto il filo delle creste e si attraversa la valle con un traverso sino ad un canale ripido di roccette e sfasciumi che si risale prestando la massima attenzione!
Eccoci di fronte al difficile canalone! non è lungo, ma la pioggia impedisce di ascendere tranquillamente. Insieme a noi c'è anche il cane del mio compagno. E' venuto sempre, ha visto diavoli e scale sante, ma questa volta fatica pure lei. In certi momenti ti chiedi: ma chi me lo ha fatto fare? non potevamo rimanere alla Capanna a sorseggiare cioccolata e caffè con gli abituali frequentatori? E' tardi per pensare, bisogna agire come sempre nella vita!
Sbucati sul filo delle creste si segue la croce di vetta sino ad un ripido tratto finale che in pochi minuti permette di arrivare ai 2189m del Limidario. Il tempo impiegato (escluso le soste) è di circa 2 ore e 45 minuti. Purtroppo per noi la giornata non permette di godere del panorama!



Non si vede a 10 metri! fatichiamo a fotografarci!! Mettete che la vetta è una vetta vera per cui lo spazio è davvero limitato. Firmiamo come sempre il libro di vetta e, se posso aggiungere, questa volta con grande soddisfazione! Non per la vetta presa, ci mancherebbe è davvero alla portata di chiunque sia allenato, ma per il come è nato il tutto. Quando salivamo gli ultimi metri sembravamo gamberi! due passi in avanti ed uno all'indietro! Le mani scivolavano lungo le rocce bagnate, ma rinunciare a pochi metri dalla vetta? No  avevo già desistito al Corno Piccolo del Gran Sasso!! Non poteva ripetersi!!
Dopo alcuni minuti decidiamo di scendere in direzione della capanna al Legn, prendendo il sentiero che abbiamo escluso per l'ascesa. Per nostra grande fortuna il tempo si rischiara e riusciamo a vedere quello che ci era stato precluso durante l'ascesa.




Il tempo totale di discesa dalla vetta a Mergugno è di circa 2h - 2h e 15 minuti.
Bisogna ricordare che queste montagne, questi sentieri, hanno visto le gesta dei contrabbandieri e della Finanza, che cercava di reprimere il fenomeno.
Su queste rocce son passate sigarette, caffè, riso, sale e uomini, si anche uomini nel periodo della seconda guerra mondiale. E' un argomento che mi affascina e di cui parlerò.

Fabio Casalini.



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