martedì 17 settembre 2013

Il rintocco della campana in fondo al lago

Vi sono luoghi che esistono solo nella nostra fantasia.
Vi sono luoghi di cui bisogna avere coscienza che esistano.
Agaro appartiene ad entrambe le categorie.
Agaro è stato per diversi secoli una delle più importanti colonie walser italiane, sicuramente la più remota ed isolata di tutto l'arco alpino.
Era famosa per la prestanza fisica dei suoi abitanti e per la non trascurabile usanza di fumare la pipa da parte delle donne.
E' stato così fino agli inizi del secolo scorso quando la corsa al progresso ed al bisogno di energia lo ha cancellato per sempre dalla nostra vista.
E' stato sommerso per il bene comune.
Dal 1936 al 1940 operai ed ingegneri si sono alternati alla costruzione della diga.
Ma dove si trova Agaro?Anche oggi con il progresso tecnologico e scientifico non è facile raggiungerlo. Bisogna risalire la strada della valle Antigorio sino a Baceno, svoltare per l'alpe Devero e giunti in prossimità di un tornante seguire la strada per Ausone (stretto parente di Agaro). Ad Ausone si abbandona l'auto e ci si incammina.
Non è un camminare comune.
Si procede a piccoli passi all'interno della galleria scavata dagli operai che parteciparono alla costruzione della diga.
Si cammina lentamente pensando a come sarà quel luogo di cui si è sentito tanto parlare.
Si vede la luce naturale che entra dal fondo della galleria.
Eccoci di fronte al muraglione della diga, possente, arcuato e silenzioso, quasi a voler celare sino in fondo il gioiello che nasconde nelle sue viscere.
Si risale quel muro di cemento e pietra.
L'azzurro, delle acque del lago, quasi abbaglia. 
I larici che fanno da cornice sembrano tante sentinelle silenziose che ti scrutano e che seguono i passi che si susseguono lenti.
Noi ci siamo, il paese non più. 
Tutto è stato inghiottito dall'acqua, la scuola, le case costruite con il legno possente di questa valle, il comune ed il piccolo oratorio dedicato a San Giovanni Battista.
Il vento soffia possente.
Possiamo, solamente, immaginare come poteva essere la vita di questo villaggio sperduto in una vallata isolata.
Il vento soffia ancora più forte, tanto forte che ti sembra di sentire il rintocco della vecchia campana della chiesetta che giace sul fondo del lago.
E' solo immaginazione....

Fabio Casalini.

28 commenti:

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    1. Grazie, fa piacere che un piccolo racconto sia stato così seguito!
      Grazie a tutti voi!

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  2. wow bello ma è un'escursione fattibile con bambini?
    silvia

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    1. Ciao Silvia. Bisogna prestare attenzione nel passaggio nella galleria non illuminata. Si può evitare di andare al Lago di Agaro direttamente salendo al Devero con auto, risalire sino alla Bocchetta di Scarpia e da li vedere il panorama del lago e della valle dall'alto. Fantastico!

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    2. Ciao! Quanto tempo ci vuole passando dal Devero?

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    3. Passando da Baceno: arrivi a Goglio e segui indicazioni sino all'ingresso di una lunga galleria. Ti ricordo di portare una torcia elettrica in quanto è davvero buio l'ambiente. Il tratto in galleria dura 15 minuti. Se passi dalla Piana del Devero ti devi dirigere a Crampiolo (40 minuti) salire alla bocchetta di Scarpia (2h) e scendere in direzione del lago di Agaro. Lunghetta ma fattibile considerando il ritorno e la salita alla bocchetta di Scarpia è in buona pendenza.

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    4. la galleria è illuminata ,schiacci l'interruttore

      e dura circa 30 minuti

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    5. Ciao quando son passato io non funzionava e sapendolo a priori ( mi era stato detto ) ero dotato di torcia elettrica. E' qualche anno che non passo ed oggi non saprei dire la situazione. Mi informo.

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  3. sono riuscito a vedere i resti delle baite molti anni fa che l'acqua era bassissima

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  4. sono riuscito a vedere i resti delle baite parecchi anni fa

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    1. Quando svuotano la diga sono ancora ben visibili i resti del villaggio di Agaro. Se qualcuno vuole sono ancora visibili e "non sommersi" i villaggi di Ausone e Salecchio. Si trovano nelle vicinanze.

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  5. Ci sono stata quest'estate dopo averne sentito parlare per decenni. Il posto mi ha letteralmente stregato, forse per l'atmosfera in cui mi sono trovata: era una giornata nebbiosa ed ero indecisa se proseguire fino a Devero o fermarmi al lago. Spero di tornarci ancora per riuscire a fare una bella escursione in questo posto magico!

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    1. Quando si dice magico di un luogo... sia dal punto di vista naturale che dal punto di vista sentimentale... Luogo imperdibile!!!

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  6. Qualche immagine del lago nel periodo di svuotamento ...
    http://lavalledelrosa.forumfree.it/?t=56027091

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  7. suggestivo, breve ma potente..

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    1. Si breve, ed è strano come sia, da sempre, uno degli articoli più commentati del blog.
      Alcune volte non servono molte parole per raccontare quello che abbiamo nel cuore.
      Fabio.

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  8. L'acqua ga cancellato tutto ma ha reso anche immortale e poetico questo posto. Mi piace molto questo scritto. Pieno di rispetto e tenerezza. Un posto che mi manca da visitare. Scopro tante cose bellissime leggendoti. Grazie di cuore. Rosella

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    1. Ciao Rosella.
      I luoghi sommersi ci lasciano sempre qualcosa di incredibile dentro il cuore e la pancia.
      Pensare a quelli che hanno dovuto lasciare e cosa hanno dovuto lasciare...
      Il progresso chiamava, il mondo necessitava.
      Ancora oggi siamo chiamati a vedere violare il territorio.
      Cercheremo di non permetterlo!
      Fabio

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  9. Si la galleria è illuminata , comunque meglio portare una torcia della serie ... Non si sa mai .... Ma soprattutto un maglioncino per coprirsi , fa abbastanza freddo. Il lago è stupendo ma mi mette comunque malinconia pensando a chi ha dovuto lasciare tutto , ben sapendo quanto questa gente sia attaccata alla loro terra e alle loro case .... Purtroppo non e l'unico , ce ne sono altri che han dovuto sacrificare anni di storia e di ricordi per il progresso tra i quali il lago di Morasco anche se non se ne parla mai ...
    Ciao Fabio !!!!
    Rita

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    1. Ciao Rita, Morasco certo ma anche Quarazza in Valle Anzasca, solo per restare in territorio ossolano.
      Questa estate ci torno per fare un nuovo articolo e finalmente fotografie dal basso del lago.
      Fabio

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  10. Ciao Fabio. Credo che nele valli dell Ossola è una storia molto comune. Ho frequentato anni fa vall antrona,che sotto l omonimo lago c è la città d Antrona. Ricostruita uguale(la parte vecchia) Dov è ora.qualche lustro fa in quel lago nei periodi di bassa si vedeva ancora il campanile con l orologio fermo.ho anche avuto la fortuna di vedere la diga di campicioli vuota mentre rifacevano l impermeabilizzazione. E stato straordinario vedere dove una volta c erano baite o i lavatoio, pensare che sotto quella massa d acqua c era una vita prima.

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    1. Ciao! Grandissima fortuna vedere lo svuotamento di una diga, ma ancor più fortunato nel vedere nei periodi di magra affiorare il paese sotto il lago di Antrona!
      Dev'essere una sensazione speciale.
      In Ossola oltre ad Agaro e Antrona vi sono i villaggi sommersi di Morasco e Quarazza - ad uso dei tanti lettori di questo articolo.
      Fabio

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