Quando al Devero albergavano le streghe.




La presenza delle streghe nella piana del Devero è stata talmente sentita e vissuta da far interpretare casuali segni della natura come opera dell'uomo, per assicurarsi i favori del maligno.
Un chiaro esempio di questo modo di pensare è l'interpretazione che è stata fornita da più parti sullo strano macigno di pietra posto nelle vicinanze del laghetto; la forma del masso è sicuramente bizzarra ma spingersi a pensare che possa assomigliare all'organo sessuale femminile mi sembra quantomeno tirata; ma così è stato per secoli.



La prova di tanto accanimento interpretativo è riscontrabile negli incartamenti dei processi ad alcune donne di Croveo e Baceno; queste riferiscono che il demonio si manifesta nelle vicinanze di un masso, nella cavità oscura che c'è dietro di esso.
Le prove secondo alcuni non si esauriscono qui.
Nelle vicinanze di questo masso ve ne è un secondo a forma quadrangolare che potrebbe sembrare un leggio sul quale le zelanti donne si inginocchiavano per lanciare i loro riti propiziatori.



Inoltre su di un'altra rupe vi sono incise delle lettere (S e forse C) con due croci. Le lettere potrebbero essere quelle di un prete o un inquisitore che cercarono in qualche modo di cristianizzare quello strano posto invaso dalla malvagità.
Un'ultima ma non trascurabile annotazione: la rupe sulla quale sono incise le lettere con le croci é liscia: potrebbe essere stata così plasmata da secoli di riti di scivolamento: questi servivano ad assicurare alle donne la fertilità e la possibilità di avere figli sani. Questa non è una prerogativa di questo minuscolo angolo di paradiso delle alpi Lepontine, ma è riscontrabile in molti altri luoghi delle alpi…… 



Fabio Casalini.

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