giovedì 22 agosto 2013

Le streghe, la notte, tra l'Alpe Veglia ed il Lago d'Avino

Il lago d'Avino si trova nella conca dell'Alpe Veglia.
E' racchiuso tra le maestose pareti del Monte Leone (cima più alta delle Lepontine) e la piana desertica ad est chiamata piana d'Avino. Sotto il lago scorre il tunnel del Sempione che collega l'Italia alla cittadina svizzera di Briga. 
Sino al secolo scorso era un lago alpino naturale, ma la colonizzazione idroelettrica avvenuta a partire dai primi anni del 1900 in Ossola lo ha trasformato in un bacino per la fornitura di energia elettrica. Questi lavori non hanno intaccato la bellezza isolata del luogo.
Per questa escursione si procede sulla superstrada del Sempione sino alla località di Varzo; si procede in direzione di San Domenico ed una volta superato l'abitato la nostra ultima meta con l'automobile è la località di Ponte Campo posta a 1318m. Qui si lascia l'autovettura comincia la camminata sulla carrabile che in circa 50 minuti ci porta alla cappella del Groppallo a quota 1723m; da qui in circa dieci minuti, su ottimo sentiero pianeggiante, si giunge al bivio posto poco prima dell'entrata all'alpe Veglia: si seguono le indicazioni dapprima per il nucleo di baite di Cianciavero quindi per il lago d'Avino. 
Poco dopo aver imboccato il sentiero che in circa un'ora e mezza ci porterà al lago, sulla sinistra notiamo cartelli indicatori delle marmitte dei giganti ( che meritano sicuramente una sosta). Dopo aver visto lo spettacolo dell'erosione delle acque riprendiamo a salire sino a Pian Cucco, dove, poco dopo, è posto un bivio con indicazioni di due diversi sentieri che permettono di raggiungere il lago d'Avino: quello sulla sinistra è indicato come "ripido" quello sulla destra è la via normale: proseguiamo seguendo la via normale che dopo qualche tornante diventa anch'essa ripida: la verticalità del sentiero ci permette di guadagnare rapidamente (si fa per dire) quota sino a giungere ad un pianoro racchiuso tra il lago d'Avino e la maestosa parete Est del Monte Leone (solo a guardarla incute timore). Lo spettacolo offerto dalle limpide ed azzurre acque settembrine del lago è impareggiabile e merita una lunga sosta rigeneratrice. I raggi del sole che "sbucano" dalla parete Est del Leone ed illuminano il lago fanno venire alla mente tutte le leggende legate a questo lago.
Chiunque si trovi di fronte al lago dovrebbe fare lo sforzo di immaginare questo luogo due secoli fa; non vi era nulla se non l'ambiente naturale circostante, povero ed immensamente nudo. Tale desolazione ha da sempre suscitato leggende e fantasie nella popolazione montanara, tanto che un noto scrittore del 1800 (Bazzetta) ha riportato queste superstizioni in un suo libro.
La desolazione del luogo la si può ben comprendere dal nome originario della piana e del lago, noto come lago d'Arvinia (rovina) poi nei secoli modificato nel nome attuale.
Bene ma perchè la notte,le streghe ed il lago d'Avino? 
Semplice vi riporto la documentazione raccolta tramite il libro del Bazzetta: "al chiaror di luna esse - le streghe - convergono sulle sponde del lago a lavarvi le sudicie gonne forse anche le sdruscite braghesse dei maghi loro ganzi! Chiedetene nuove alle ingenue pastorelle non solo, ma pur anche ai robusti e membruti pastori, e domandate loro se per nulla al mondo amarebbero trovarsi all'imbrunire sulle rive del lago".
Dopo aver guardato per un'ultima volta il lago ci rimettiamo in cammino seguendo le indicazioni per il lago delle streghe: questo sentiero ci permette di attraversare le giavine e gli sfasciumi posti sotto il monte Leone. Dopo un lungo traverso, sempre su sfasciumi e rocce spesso non stabili, cominciamo a scendere in direzione dell'alpe Veglia. 
Perdiamo rapidamente quota e dopo circa un'oretta dalla partenza raggiungiamo dall'alto il lago delle Streghe, il cui spettacolo è stato ampiamente descritto da molti escursionisti. Dopo un'altra sosta rigeneratrice ci dirigiamo verso il rifugio Cai Città di Arona nostra tappa per la serata e la nottata.
L'escursione al lago d'Avino è molto bella, ma va messa in conto la lunghezza dell'itinerario ed il dislivello (partendo da ponte Campo sono quasi 1000 metri). La passeggiata sotto il monte Leone è qualcosa che raccomando a tutti, prestando attenzione agli sfasciumi che si calpestano.

Fabio Casalini.

5 commenti:

  1. Molto bello leggere recensioni dei posti dove si abita
    Visto che hai accennato alla letteratura ti consiglio, sempre se si trova ancora in commercio, di leggere il libro Holzomono.
    è un romanzo ambientato verso al fine del 1800 ( o almeno cosi mi pare di ricordare) e narra della vita nei paesi di Trasquera e Varzo; non si parla di streghe, ma la lettura è comunque piacevole

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  2. Ciao. Mi permetto di darti del tu. Abbiamo, da quanto comprendo, entramb la fortuna di vivere nel VCO. Cercherò senza indugio riferimenti al libro. Tutto quello che riguarda le nostre montagne deve avere la massima diffusione!
    Ciao, grazie per suggerimento.

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  3. Va benissimo il tu :-)
    Aspetto una tua recensione allora, buona giornata

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    1. Il fine settimana mi "metto alla ricerca" del romanzo!
      Spero di trovare informazioni.
      Ciao

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