Dal monte Faie al Duomo di Milano.

La partenza di questa escursione è il parcheggio dell’alpe Ompio; per arrivarci occorre, partendo da Verbania, seguire le indicazioni per Santino, arrivati al bivio prendere la sinistra dove vi è indicazione per alpe Ompio, seguire la strada sino al parcheggio. Una piccola strada ci porta in pochi minuti al rifugio Fantoli gestito dal Cai di Pallanza. Per giungere alla nostra meta bisogna prendere il sentiero che si stacca sulla sinistra subito dopo il rifugio sino ad una sella dove vi sono le indicazioni per il monte Faiè e per corte Buè; prendendo il sentiero che si apre sulla sinistra si comincia a salire lentamente nel bosco, rimanendo sempre in ombra. Dopo qualche centinaio di metri vi è un’ulteriore indicazione proprio quando il sentiero inizia a salire in modo deciso, anche in questo caso si mantiene la sinistra e si continua l’ascesa; l’ultimo tratto decisamente difficoltoso è l’unico momento impegnativo della nostra escursione. Dopo circa un’ora dalla partenza siamo in vetta, dove ci accoglie un panorama mozzafiato; partendo dalla nostra sinistra vi sono il Lago Maggiore ed il Lago di Mergozzo, la piana di Gravellona con la foce del Toce e la catena del Rosa in lontananza. Volgendo le spalle ai laghi si apre lo sguardo su tutte le cime della Valgrande dal Pedum alla Laurasca



Il monte Faiè rappresentava l'ultimo confine montano della cava di marmo di Candoglia. La cava era conosciuta sin dai Romani, ma il suo utilizzo più importante è stato per la costruzione del Duomo di Milano. Resoconti storici datano al 1387 l'anno in cui il signore di Milano Gian Galeazzo Visconti concesse l'utilizzo in esclusiva della cava alla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. 
Oltre alla bellezza del marmo la cava ebbe successo per le concessioni del Visconti alla Fabbrica del Duomo: tali vantaggi erano legati principalmente all'assenza di dazi da pagare durante il trasporto lacustre-fluviale che partiva dal Lago Maggiore e tramite il Ticino ed i Navigli giungeva a Milano.
In vetta al Faiè vi è un cippo di pietra che segna il confine del versante montuoso dato in concessione, dal 1300 circa, alla “ Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano”; la sigla A.U.F., riportata su tutti i materiali ad uso e consumo del Duomo, è l’acronimo di “ad usum Fabricae”.
Le imbarcazioni che trasportavano i materiali per la Cattedrale riportavano sulle fiancate la scritta U.F.O. (usum fabricae operis); la leggenda vuole che la nascita etimologica del termine ad ufo (a gratis) nasca dal fatto che tali imbarcazioni offrissero passaggi ai viandanti lungo il percorso: quindi andare si andava a Milano ad UFO cioè a gratis. 
Ulteriore notizia appresa da un lettore che ci permette di inquadrare completamente la vicenda ed il periodo storico.
Il paese di Candoglia, da dove si estrae il marmo, è limitrofo al paese di Mergozzo, e viene narrato che i mergozzesi poterono costruire la loro chiesa con il marmo estratto dalla cava dando in cambio il legname necessario per la costruzione della Cattedrale. Come suggerisce il lettore, la Valgrande ancora oggi piange ripensando a quel grande disboscamento......


Fabio Casalini.

Commenti

  1. Buongiorno!!! ho visto per caso questa pagina, sono argentina di famiglia piemontese, (novarese) ed ho letto con molto picere questo articolo su Orta San Giulio
    Mi piacerebbe seguire questa pagina attraverso facebook, é possibile?
    Grazie e scusate il mio precario italiano.

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    1. Ciao se vuoi cerca su Facebook la pagina: i viaggiatori ignoranti.
      Pubblichiamo ogni giorno informazioni e fotografie.
      Fabio

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