lunedì 15 luglio 2013

Pula, a metà strada tra Roma e Venezia.

Pula ha da sempre lottato.
Mai una vita semplice.
Ora romana, ora orientale, ora veneziana......
Una piccola città a metà strada tra Roma e Venezia.

Ci sono stato due volte.

La prima ero un ragazzo delle superiori che non aveva a cuore quello che lo circonda dal punto di vista storico - architettonico...
La seconda pochi anni fa, quando la maturità ti permette di guardare quello che ti circonda "anche" con gli occhi della storia.

Della prima visita il ricordo è ormai sfocato, mi rimane impressa la grande scritta TITO che appariva appena passato il confine con l'allora Jugoslavia sopra una collina, i ragazzi che ti assalivano appena scendevi dal pullman offrendoti grosse matite colorate fatte a mano e la bontà del loro gelato.

Della seconda visita ho la fortuna di ricordare tutto.
Siamo arrivati al mattino presto per godere in pieno relax la bellezza dell'anfiteatro posto a pochi metri dal mare.
Al pieno del suo splendore era uno dei maggiori di tutto l'impero romano. Ora non ricordo esattamente ma forse per estensione e grandezza era il quinto. 
Colpisce il poter vedere il mare attraverso le aperture superiori del teatro.
Ma la Roma antica non si esaurisce nella bellezza di questo maestoso colosso, potete ammirare anche un'arco, un foro e due piccoli teatri. Nei pressi dell'anfiteatro vi è un piccolo tempio dedicato ad Augusto ed alla dea Roma.
Non lasciatevi ingannare il "prezzo del biglietto" di Pula è rappresentato unicamente dal gigante bianco adagiato sulle sponde dell'adriatico.
Forse no.
Si mangia molto bene ed a prezzi contenuti.
Iniziamo con le conchiglie di mare, varie grandezze e specie. Ottimo!
Si continua con una marinata di sardine ed il risotto al nero di seppia. 
Molti anni fa non sapevo di riportare pubblicamente i miei pensieri, per non perderli li ho sempre riportati in un notes che ora mi torna molto utile....
Finisco il lauto pranzo con il Pljukanci, dei maccheroni che vi lascio la curiosità di provare.
Di dolce manco a parlarne, ancora un boccone e rotolavo...
Il caffè quello....siamo abituati molto bene in Italia.
Nel pomeriggio, il caldo e la digestione mi hanno permesso di visitare solo la cattedrale, una grande costruzione romanica con il campanile distaccato dal corpo centrale di dimensioni stranamente ridotte rispetto alla struttura della chiesa stessa.











Fabio Casalini.


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