martedì 16 luglio 2013

A Ostuni le case sono bianche, di latte e calce

La vedi adagiata sulla collina.
Bianca ed assolata! 
«Ostuni è la città panoramica per eccellenza, ogni casa è un belvedere, ogni trattoria è della Bellavista, ad ogni finestra v'è un poeta che guarda nella pianura sottostante gli ulivi che cangian colore a tutti i venti [...] A Ostuni le case sono bianche, di latte e calce, sono bianche fino a far male agli occhi, sono candidi i muri, le finestre, le porte, le scale, tutto è inverosimilmente bianco. [...] A Ostuni si va per capire cosa vuol dire stare al riparo dal sole [...] per non desiderare più romanzi, per non pensare più a viaggi lontani, qui c'è il fascino di tutte le città dei mari del Sud, qui c'è l' equatore a portata di mano. » 
(Ettore Della Giovanna)
Capisci da subito perché viene chiamata la Bianca città!
Il suo centro storico è stato interamente dipinto con la calce bianca, anche se oggi qualche traccia del passare del tempo è possibile notarla.
Vi sono due monumenti che per bellezza e posizione si devono visitare.
Il primo è la concattedrale di Ostuni posta sul punto sommitale della piccola città. Possiede una bellissima e semplice facciata in linee tardo gotiche. 
Ma il motivo per il quale merita la visita è il rosone: è il secondo più grande d'Europa!
Risplende di luce propria, appoggiato appena sopra il portone d'ingresso della cattedrale.

Il secondo monumento da non perdere lo si trova sulla salita che dal centro cittadino sale al punto nel quale abbiamo appena lasciato la concattedrale. E' la chiesa di San Vito Martire, splendido esempio di barocco leccese. Sul fianco della chiesa è possibile notare il monastero delle carmelitane. All'interno da non perdere l'altare barocco ( sontuoso e sfarzoso) ed il pulpito ligneo risalente, con grande approssimazione, alla fine del 1600.
Tornati in piazza della Libertà non rimane che trovare un locale dove pranzare.
Risaliamo leggermente la via che porta alla cattedrale per dirigerci alla Osteria del tempo perso. Il nome è tutto un programma, il menù lo stesso e quindi entriamo.
Dato che ho trovato la descrizione del locale la voglio riportare, per far capire a tutti coloro che leggeranno l'amore per la buona cucina e per le tradizioni.


Il ristorante è situato nel cuore del centro storico, la meravigliosa città pugliese conosciuta in tutto il mondo come città bianca. L'osteria del tempo perso è uno dei ristoranti storici di Ostuni, non solo perché nato nel 1983, ma anche per le due sale di cui si compone: la prima è una suggestiva grotta, un'antico forno risalente al 1500. La seconda è un vero e proprio museo dedicato alla civiltà contadina. Consumare un pranzo o una cena all'osteria del tempo perso equivale a gustare sapori di incomparabile squisitezza della cucina pugliese in ambienti davveri unici.
Il mio personale menù?

Orecchiette vongole e fiori di zucca.
Spigola al cartoccio con vongole e seppie.
Semplice, ben cucinato, raffinato e genuino.
Lasciamo Ostuni baciata da un sole caldo e lucente, riflesso dalle pareti bianchissime delle case del centro.
Una giornata rilassante e riflessiva.

Fabio Casalini

8 commenti:

  1. Risposte
    1. Si Mimma.
      Per le vacanze in Puglia avevo preso appartamento vicino ad Ostuni e tutte le sere salivo per mangiare!
      Tutte le sere salita sino alla concattedrale! Magnifica di giorno e di notte.
      Purtroppo non avevo le conoscenze fotografiche di oggi e le foto non sono ottimali, ma rendono la bellezza del posto.

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  2. come sempre hai la capacita' di dare al lettore l 'impresdione di compiere la visita con te ...bella la storia del roaone piu' grande e carinissimo lo spunto gastrpnomico che ti.identifica

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    1. Parlare della Puglia senza accennare al cibo mi sembrava brutto... dato che, spesso, i miei viaggi sono anche gastronomici...
      Fabio

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  3. Magica in bianco Ostuni incanta. E il rosone più grande qual'è? Notre Dame? Bella la descrizione, le foto e il finale. .. degno di chi sa vivere da viaggiatore. Rosella

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    1. Grazie Rosella.
      Sul Rosone alla fine sono solo misure ...
      Chissà...
      Fabio

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  4. Tralascio un commento sul poeta di Pescara, protagonista dell'articolo tuo di questi giorni. Considerandolo da sempre double face, ottimo letterato e poeta, ma scarno e scadente uomo, almeno a parer mio per il biasimevole comportamento durato tutta la vita verso l'altro sesso. Preferisco dire due parole su quanto esponi in questo frangente.

    Per un lavoro di un paio di settimane, ho avuto il centro operativo in quel di Mesagne (Br). Nel tempo libero visitai Manduria, S.M. di Leuca e la vicina grotta semi sommersa di Zinzulusa , Gallipoli, Copertino, città natale del fraticello volante S. Giuseppe. Mi spinsi in seguito più a nord per Alberobello e le grotte di Castellana. Il tutto di corsa. Non per lavoro, ma per ferie, le visite si estesero alle isole Tremiti ed oltre, ma... ma (ORCOCAN)... tralasciai Ostuni, ora, con la tua descrizione mi fai pentire di averlo fatto.

    Y sobre todo, per quanto riporti dell'Osteria del Tempo Perso, porca l'oca, ho perso del TEMPO a non andarci?!? E pensare che noi ci eravamo fermati alle orecchiette ai frutti di mare e sogliola alla mugnaia in quel di Galatina. Mannaggia... Scherziamo fin quando ce lo concedono caro amico.
    Pian piano, tempo permettendo andrò a leggermi i tuoi articoli, nuovi per me anche se un po' datati
    Un saluto al cartoccio
    Malles

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    1. Ciao Malles, lasciando al vate il suo spazio all'interno di questo luogo - non luogo, Ostuni mi stupì sin dal mio arrivo (presi appartamento nelle vicinanze perché centrale per gli spostamenti che presumevo di compiere).
      L'insieme dona tranquillità ed armonia allo spirito.
      E l'osteria del tempo perso... e non è mai perso andare a mangiare in quel luogo - almeno non lo era 5-6 anni addietro...
      Fabio

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