lunedì 15 luglio 2013

El-Djem e Sbeitla, cuore romano di Tunisia.

A Sbeitla ci arriviamo dopo un lungo trasferimento da Tozeur.
Era una tappa di avvicinamento ad El-Djem.
Non ci aspettavamo di passare molte più ore del previsto in questa cittadina all'apparenza insignificante.
Come spesso avviene è il viaggio che fa il viaggiatore e non viceversa.
Ci lasciamo trasportare dalle emozioni dei resti romani, molto ben conservati, di questo luogo assolato ed elevato sopra il deserto appena lasciato.
Le rovine romane sono dominate dall'arco di Diocleziano costruito in pietra dorata. Poco oltre vi sono 3 templi, belli ed armoniosi, dedicati a Minerva, Giunone e Giove. Aggirati i templi vi potete "immergere" nelle terme di oltre 2000 anni fa. Le rovine vengono completate dal foro e da un teatro degnamente conservati, che ci danno l'idea del tenore di vita "elevato" che doveva avere questa remota colonia romana.
Ultima osservazione: vi sono i resti di molte chiese e basiliche che testimoniano come la colonia si seppe trasformare e sopravvivere anche dopo la caduta dell'impero romano.
Un'ultimo sguardo alle spettacoli e suggestive rovine di Sbeitla (nell'antichità il suo nome era Sufetula) e ci si rimette in viaggio, e che viaggio, in direzione El-Djem.
Dopo diverse ore giungiamo in vista dell'insignificante borgo arabo che sorge in mezzo al nulla. 
Molti secoli fa qui prosperava la nota Thysdrus romana, immersa nel verde di una grande foresta di olivi. 
La devastante logica della guerra e della tattica della terra bruciata, utilizzata dai berberi per difendersi dall'avanzare degli arabi, ha sacrificato questo enorme patrimonio naturale.
Oggi di quella splendida colonia ci rimane il più grande anfiteatro romano in terra africana.
La lunghezza di 148 metri, la larghezza di 122 ed i 36 metri di altezza ne fanno il terzo in ordine di grandezza di tutto il mondo romano, dopo il Colosseo e quello di Capua. Nel momento di suo massimo splendore poteva contenere sino a 30.000 spettatori. 
Anche sulla struttura architettonica dell'anfiteatro di El-Djem hanno influito le guerre tra berberi ed arabi. Il danno maggiore è stato quello della rimozione dei gradini delle prime file.
Due luoghi simili per approccio, insignificanti ad un primo sguardo, e per sorpresa!
La sera sul tardi lasciamo questo pezzo di Roma nel mezzo del deserto tunisino in direzione del mare e della tranquillità di qualche ora di sonno.








Fabio Casalini.

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