lunedì 22 luglio 2013

Colmar, il gotico che non ti aspetti...

Hai ancora negli occhi la cattedrale di Strasburgo appena lasciata.
La mole impressionante del campanile difficilmente la scorderai.
Ma il viaggiatore ignorante è sempre pronto a nuove esperienze.
Parcheggi l'automobile a fatica nei pressi del centro storico di Colmar e capisci subito che l'atmosfera è diversa. Nulla a che vedere con la frenesia della capitale europea... Invece ti sbagli.
La piccola cittadina alsaziana è meta di innumerevoli gite quotidiane.
Francesi e turisti stranieri.
Pensavi di avere un giorno di calma in cui girare a caso per i vicoli di un piccolo borgo antico ed invece sei preda della caotica "caccia" al souvenir....
Un caffè, un giro al parco con la bimba ti permettono di rientrare nei vicoli con la giusta predisposizione.
I francesi ci sanno fare. Nulla fuori posto. Tutto tirato a lucido!!!
Quasi non riesco a fumare per le strade (ho detto quasi...) per non sporcare quell'angolo di gotico imprevisto.
Ci vuole un secondo cafè au lait !!!
Ti ritrovi di fronte la cattedrale di Saint Martin. 
Attimo di sconcerto..........un gotico "umano" quasi tangibile rispetto al gotico "divino" ed inarrivabile di Strasburgo. Il campanile (bellissimo) ad occhio sarà un terzo di quello appena lasciato. 
L'idea che ti fai è quella di un gotico "contadino"!!!! Eppure qui è nato Monsieur Bartholdi, il padre della Statua della Libertà (si quella di New York....) che non ricorda proprio il contadino tipo del secolo scorso.....
Aggirata la cattedrale si entra in quella zona che viene chiamata la Petite Venise. Chissà perchè non la piccola Bruges visto la vicinanza.... Venezia forse è un richiamo troppo forte per il turista disinformato (non per quello ignorante). I vicoli di questa parte della città vivono grazie alle maison a colombage. Trattasi di case storiche con le pareti a graticcio, praticamente costruite in legno e con travi all'esterno. L'effetto scenico è impreziosito da milioni di vasi di gerani alle finestre e sui balconi.
Alcune case sono davvero imperdibili: la maison des tetes, chiamata così per via delle innumerevoli teste scolpite sulle pareti esterne della casa, la maison des arcades, intuibile che sia una casa con archi e la maison Pfister, nome dei proprietari originari della casa, che si trova nelle immediate vicinanze della cattedrale di Saint Martin.
E'ora di pranzo, siccome Colmar si vanta di essere la capitale dei vini alsaziani, il pranzo non sarà di quelli brevi. Il menù prevede vol-au-vent e la choucroute alsaziana, che consiste in una buone dose di carne di maiale ricoperta di crauti, accompagnata da cipolle!!! Il grasso usciva dal piatto e quasi godeva di vita propria.... serve una bella bottiglia di vino rosso alsaziano, vada per il pinot noir: bella bottiglia, bella spiegazione, buon sapore....
Il pomeriggio è dedicato ad un breve giro di ritorno al centro storico, qualche fotografia e qualche kilometro per cercare di digerire il pranzo. Impresa difficile!!! Nelle immediate vicinanze bisogna recarsi al Museo Unterlinden e qui vieni completamente spiazzato, annichilito di fronte all'opera di Mathis del Maler detto Grunewald. 
Opera dolorosa, spregiudicata (dipinta nel 1515), visionaria e mistica.
Il dipinto tratta la crocifissione di Cristo in un modo che non puoi pensare. Il gioco di luci ed ombre, la reale visione del dolore ti penetrano all'interno. Il modo migliore per capire è quello di affidarci alle parole di Guido Guersi, abate del convento nel quale venne dipinto l'opera.
Una peregrinazione in  contrade remote e terribili....immaginatevi contro il più nero cielo notturno, una figura luminosissima, quasi dissolta in un alone ardente, che sembra sul punto di erompere dal quadro per piombare su chi la osserva......
Fabio Casalini

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